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Archive for ottobre 2012

C’erano i giorni spenti, quelli del tempo fermo che non riesci a definire, giorni da percorrere a ritroso fino a ritrovare quelle strade buie di una memoria che non è più memoria ma forse la sospensione di un attimo, fermo ad un tempo indefinito. E c’erano i giorni accesi, simili agli altri, ma diversi per quel bagliore improvviso che solo la memoria del tempo fermo ma fulgido riusciva a definire. Questo si ripeteva Elisa mentre camminava attraverso il suo tempo indefinito alla ricerca del bagliore. Gli amici la tradivano cercando di spiegarle che il bagliore che cercava nel suo spazio temporale era soltanto uno smarrimento interiore e che avrebbe dovuto cercare dentro se stessa l’equilibrio necessario a farla desistere: gli amici non le credevano e lei aveva smesso di parlarne.
Eppure c’era stato un tempo di giorni accesi, lei lo rammentava bene e rammentava chiaramente quella sensazione di totale appartenenza al mondo che la circondava, quella condivisione totale del suo corpo all’ambiente circostante. Erano giorni di grande potenza, di assoluta consapevolezza, di estremo respiro interiore: essere in armonia con il mondo e gioire per un quadro per una nota per un orizzonte.
Il suo era un tempo di non tempo, un tempo che non aveva tempo, un ritmo scaduto, un metronomo impazzito. Questo si ripeteva Elisa mentre scavalcava lentamente la ringhiera del balcone. Prendendosi tutto il tempo necessario.

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