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Posts Tagged ‘a Gegè’

donna sentiero

Mia nipote G. ha quindici anni e custodisce un’anima inquieta sorretta a malapena da una bellezza invadente, di quelle bellezze che ti capitano all’improvviso nella vita e rischiano di dominarla.  Lei non lo sa, non ancora almeno, ma già comincia a capire di avere una bomba tra le mani, pronta a esplodere.

S’intuisce da come si rapporta al mondo esterno con le sue scarpe da tennis e i suoi jeans sdruciti, rinnegando tacchi e minigonne e sapendo di avere un potenziale nel disegno del suo viso e nell’incarnato della sua pelle. Mia nipote G. è di quelle donne che, con un minimo di cultura, possono spaccare il mondo. Ma lei non lo sa. Lei continua a non saperlo e pensa che il suo obiettivo nella vita sia di sopravvivere a se stessa. Come tutti i ragazzi della sua età. Per questo le scrivo una lettera, per dirle cose che i suoi orecchi non vorranno mai ascoltare:

“Vedi, piccola mia, non è detto che sarai sempre felice, nonostante la mitezza che nascondi come una mancanza e la bellezza che invece non riesci a mascherare. No, non sarà una passeggiata, fino a quando continueranno a chiederti il sacrificio del tuo sesso, dell’essere donna, che significa, in ogni caso e in assoluto, di mostrarti sempre più dura della tua natura, di essere sempre diversa da come ti senti. E’ una guerra aperta la tua. Dove gli eserciti sono sempre ben schierati e il tuo, purtroppo o per fortuna, è sempre quello meno equipaggiato: purtroppo perché dovrai lottare il doppio e per fortuna perché questo ti darà sempre la percezione di ciò che stai affrontando. Non sarà una passeggiata quando affronterai la tua identità non ancora definita, quando cercherai di scoprire chi sei veramente e arriverà il fidanzato di turno che proverà a illuminare il tuo spazio, dicendoti che non sei altro che la proiezione del suo essere, non sarà facile, invece, provare a scoprire la tua d’identità a prescindere da quello che crederai essere l’amore.

Ti capiterà di non riconoscere la strada che stai percorrendo, la crederai migliore di un’altra solo perché la percorri in compagnia, ma in cuor tuo non sarai mai presente, perché un percorso scelto da altri ti regala solo una meta insignificante e sarai costretta a fermarti sul ciglio della strada, tornare indietro e cominciare un nuovo tragitto, ancora più faticoso per le energie sciupate. Ma subentrerà l’istinto. Ah, mia cara ragazza, l’istinto delle donne, che cosa superba e spesso trascurata, un giorno lo incrocerai nella tua strada e ti sembrerà follia, cercherai di evitarlo perché sarà follia, ma resterà sempre lì, nascosto tra le pieghe di te stessa, a farti fare cose cui credevi di non essere capace. Ti farà ricominciare tutto da capo, ogni volta, quando spingerà per imporsi. L’istinto delle donne è come una magia: si auto-produce e ti permette momenti di esaltazione mista alla paura cieca di sbagliare ma di non poterne fare a meno. Seguire l’istinto è come percorrere la scia della stella cometa: ti sembrerà una favola ma alla fine ti condurrà alla verità.

Avrai scelte difficili da fare e proveranno sempre a piegarti in nome dell’amore, dell’amicizia, del gruppo. Cercheranno di trasformarti. Prima ti sceglieranno per la tua unicità e dopo proveranno a cambiarti, a renderti inoffensiva. Lo so che oggi queste parole ti sembreranno fantascienza, in questo momento della tua vita in cui le uniche cose veramente importanti sono il rossetto, i filoni a scuola, le sigarette fumate di nascosto e l’amorino di turno. Ma domani, quando cercherai uno sbocco alle tue paure, comincerai a esplorare confini mai percorsi e cercherai un filo conduttore alla tua esistenza, dei solidi appigli che ti consentiranno una presa mentre tutto frana. Con questa lettera mia piccola creatura, ti regalo due di questi appigli che ogni donna dovrebbe tenere sempre a portata di mano nel percorso faticoso che dovrà intraprendere: le parole e l’eleganza.

Le parole. Ossia la conoscenza, la cultura, l’esplorazione interiore. I libri. Avrai sempre una pistola carica se saprai utilizzare bene le parole. Rappresentano l’unica arma valida per combattere gli stolti e saranno l’unica medicina per placare la tua rabbia. Qualunque sia il tuo lavoro e la vita che condurrai, le parole diventeranno la tua grotta segreta, il posto invalicabile che manterrà intatta la tua corazza, il luogo dove rifugiarti quando fuori, tutto sembrerà estraneo a te stessa. Studiare serve solo a questo: a darti gli strumenti per capire le parole, per costruirle dentro te stessa quando ne sentirai il bisogno, per snocciolarle davanti a un altro quando dovrai difenderti.

L’eleganza. Nei modi e nel pensiero. La tolleranza verso gli altri. Custodire sempre un profilo basso quando ti scontrerai con la diversità, quando non capirai le motivazioni degli altri, ma ti sforzerai di accettarle, anche quando le scelte altrui ti colpiranno a fare male, anche quando avresti voglia di reazioni clamorose. L’eleganza colpisce più di un pugno se dovrai difenderti e accoglie più di un abbraccio se dovrai farti perdonare. Vivere con eleganza significa non lesinare sorrisi e disponibilità, essere sempre pronti a esserci e fare un passo indietro senza recriminare quando ti sarà richiesto, avere il buon gusto di scansare i conflitti puerili che non portano crescita ma solo devastazione del pensiero. L’eleganza del pensiero ti solleverà dalle brutture e ti spingerà ad accettare chi è respinto dalla società, l’eleganza dei modi ti consentirà di sprigionare consapevolezza laddove regna la volgarità del Dio denaro.

So perfettamente che quello che ho scritto ti sembrerà noioso e dirai “che palle zia!” e che ti fermerai a metà, se sono fortunata, ma credo anche che avrei voluto fortemente, ai miei quindici anni, ricevere queste parole. Forse avrei vissuto sbagliando ugualmente, ma di sicuro, avrei avuto un pensiero altrove di parole scritte.

Ti voglio bene, chiunque tu sia e diventerai.”

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