Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Francesca Woodman’

Immagine

Le parole non sono sempre uguali

hanno un ritmo proprio

una vastità solenne.

Un “a presto” può essere un addio

un “per te” una ragnatela.

Bisogna saper dosare le parole

non eccedere nel regalarle

mantenere sempre una dispensa

del non detto

che offra il fianco all’equivoco

alla possibilità di correggere e riparare.

Ho detto parole per non ferire

e altre per allontanare

parole per rompere silenzi

e frantumar pensieri.

Alcune le ho elemosinate

contro una fotografia

altre mi sono state estirpate

dalla gola

ma mai e poi mai

ho urlato per tacere.

Read Full Post »

Ecco, è successo di nuovo. Mentre disegnavo un pomodoro ed ero concentrata sull’ombra del picciolo, di un verde scuro che a tratti schiarisce per delineare una luce e creare la forma. E’ arrivato da dietro, come un’onda d’urto che mi ha spinto il corpo contro il tavolo e fatto rovesciare il colore, ho visto il verde che allargava il foglio e scolava giù in rivoli di palpitazioni. E’ arrivato all’improvviso, anche se a pensarci bene, avevo già tutti i segnali, mi sentivo compressa in uno spazio piccolo e i suoni mi arrivavano ovattati. Non entravo nella parte, la mia recita del “tutto va bene” con mi convinceva e sentivo ostili tutti i partecipanti, sentivo ostile il maestro, anche se continuava a guardarmi attento cercando di carpire il mio disagio, sentivo ostile quella musica quei colori quei fogli bianchi. Eppure è sempre tutto uguale, le persone che vi partecipano sono rassicuranti e il contesto è sempre stato estremamente rilassante. Allora perché?

Ho iniziato a sudare, la nuca era ghiacciata, le mani mi tremavano. E’ stato un attimo e il mostro è entrato dentro.

Ho raccolto tutto, i fogli le matite la gomma pane gli anelli sparpagliati sul tavolo le mie paure la mia voglia di fuggire di respirare di tornare di casa e chiudermi la porta alle spalle, ho raccolto tutto quello che di me stessa finge, ho dato la mano al mostro e sono scappata via senza dire una parola. Per fare i conti con me stessa e scoprire che tutto quello che mi sono raccontata in questi mesi non è reale. Non ci sono ancora, sono ancora sperduta nel bosco e non credo negli gnomi e neppure nelle fatine buone e neppure al lupo cattivo. Non credo a nulla ed è questo il mio problema, il sentiero non nasconde nulla e posso percorrerlo più volte al giorno e di notte e sedermi ad aspettare e giocare con le farfalle o fuggire dagli scorpioni, ma mai niente mi toglierà questo gelo dal cuore.

Il corso di pittura e quello di scrittura, il lavoro super impegnato, i progetti da realizzare, la casa da cambiare, gli amici da affidarsi, i finti amori cui credere e i veri da dimenticare, il corpo sano da proteggere, la mente vuota da riempire e questa stanchezza cronica di me stessa. Questa voglia di lasciarmi che non mi abbandona mai.

Read Full Post »

Ho creduto

che crocifiggermi

alla porta

avrebbe scongiurato

il tuo abbandono.

Ho bendato gli occhi

per non vedere

la violenza rabbiosa

delle tue mani

mentre scostano

il mio corpo

che oscilla

macabro

come un pendolo

che non misura

più il tempo

per scandire

l’amore.

Read Full Post »