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Posts Tagged ‘fratelli Coen’

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Era uno strano tipo di uomo

di quelli che credi ti possano rubare l’anima solo guardandoti profondamente.

Cercai di voltarmi, ma mi inchiodò alle mie paure.

Per istinto provai a fuggire e per istinto tornai indietro per inchiodarlo alla sua fragilità.

Navigammo insieme in una città sconosciuta, attraverso maree di rissosità, sopravvivendo a sorprendenti indizi di normalità. Era lì e lo osservavo scrutarmi, cercando di vedere ciò che riusciva a percepire oltre il muro, con la paura di diventare di più o meno di quello che riuscivo a ricordare.

La mia sfida contro il tempo, che mi ha resa temeraria, non è servita a sbarrare l’ingresso e pian piano, con la violenza dei deboli e degli insicuri, ha scovato un varco e si è sdraiato sul mio cuore.

Era dolce quel calore e, come un animale braccato arreso all’evidenza, ho smesso di tremare.

Era uno strano tipo di uomo

di quelli che annusano la vita e la osservano disperati, con occhi bianchi e tristi, nell’arroganza della propria solitudine.

Avrei voluto toccarlo, ma non sono riuscita a tendere le mani. L’ho preso senza averlo, con la tecnica brutale che sconfigge i sentimenti e ora cerco di trattenerlo nell’isolamento imposto dalla mia memoria. Invento frasi e mi racconto aneddoti, nella speranza di dar corpo ai desideri.

Tendo una mano per coprirgli gli occhi: non voglio più che si riprenda l’anima.

Era uno strano tipo di uomo

di quelli che riescono a farsi sorprendere dal fischio di un treno.

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