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Posts Tagged ‘il trovatello’

geco

E poi succede che sto lì e li aspetto arrivare. Hanno facce strane, forse imbarazzate, di certo non rassicuranti. Cercano uno spazio nuovo in un nuovo spazio e li vedo circolare, un po’ ansimanti, giusto per non far vedere. Loro sono loro e sono la mia famiglia (o quanto di più vicino, a questo termine, che non ha mai fine) che sa tutto di me, anche quello che non dovrebbe sapere. Hanno bisogno di tempo per capire, per acclimatarsi (ho sempre desiderato usare questa parola!) per distinguere quella che viveva in una casa d’acciaio con un cane enorme e un uomo invisibile ma ugualmente ingombrante, con una piena di cose raccattate nei mercatini che vive con un gatto selvatico e cucina couscous. Non mi riconoscono. Oppure ricordano ma ne sono spiazzati. Sono tornata indietro o per meglio dire, sono tornata al punto di partenza e appendo quadri alle pareti che fanno schifo, ma sono miei e riduco il terrazzo una bolgia di piante e colori senza senso. Senza architetto. Senza visione d’insieme. Senza nessuno che mi dica che il gelsomino mal si combina con la pianta di limone, senza nessuno che mi dica che per essere felice devi contenere le emozioni e aspettare un rammendo occasionale.

Anche nella vita d’acciaio cercavo a fatica di mantenere uno stato di equilibrio solidale, solo il mio cane riusciva a trattenermi dove altri avevano fallito, solo lui riusciva ad ancorarmi al nulla quotidiano. Il ritmo lento della passeggiata, l’andirivieni inutile del percorso sequenziale. Sparito lui è crollato il mondo. E si è trascinato tutto dietro. Lo so che, chi non ha un rapporto dipendente con gli animali, non riesce a capire di cosa parlo, eppure è così, la vita e la morte di un cane che hai amato determina un “prima” e “dopo” della tua esistenza, e nulla serve razionalizzare, è così, punto e basta.

E allora sbandi tutti e ti ritrovi occasionalmente a essere te stessa, senza per’altro averlo desiderato o capito, e vedi che la tua famiglia si ritrova e come in uno scontato film di Ozpetek ricomincia a sopportarsi. E scorre amore e pace e serenità e voglia di stare insieme.

Quando si dice che un pranzo sul terrazzo, in una calda giornata di giugno, è stato un successo.

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