Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘infanzia’

Per lei

Puoi essere fortunato nella vita e incontrare persone da amare che s’infilano sotto la pelle e rimangono lì, per sempre, anche quando la morte le porta via. Puoi essere ancora più fortunato se queste persone appartengono alla tua famiglia e ti traghettano verso l’adolescenza, diventando complici e sentinelle delle tue intemperanze giovanili e di quella crescita ribelle che si scontra puntualmente con le regole familiari. Ma se sei veramente fortunato quella persona speciale è una nonna, libera dagli obblighi di un’educazione rigida, che per istinto condivide la tua rabbia di crescere e la accoglie come la possibilità di vivere ancora una vita sua.

Se chiudo gli occhi, conservo ancora il suo profumo, la consistenza della sua pelle, il benessere diffuso dei suoi abbracci. Negli ultimi anni della sua vita, dopo un ictus che l’aveva costretta ad un silenzio forzato, era diventata ancora più combattiva per lo sforzo di comunicare, di imporre sempre e comunque le sue convinzioni. Da lei ho imparato a non piegare mai la testa, anche quando la vita ti mette in ginocchio.

Dicono che le somigli ed è vero: ne ho ereditato il carattere ombroso, il coraggio di lottare per le proprie idee, l’impossibilità di scendere a compromessi per paura di rischiare ma anche la forza di dedicarsi agli altri di accoglierli e affidarsi.

Con mio fratello ho trascorso buona parte dell’infanzia con lei, quale unico referente “sano” della famiglia, e libera di educarci come meglio riteneva opportuno, ha gestito la nostra formazione in maniera del tutto istintiva. Amava andare al cinema e complice la proprietaria di una sala cinematografica sua amica, riusciva a farci vedere film proibiti per la nostra età. A turno sceglievamo il film da vedere, dai western all’italiana e Star Trek scelti da mio fratello, passando per Walt Disney quand’era il mio turno, per approdare infine a De Sica, Fellini, Monicelli quando sceglieva mia nonna. Ho avuto la fortuna di immergermi all’età di dieci anni nel color seppia de “I giardini dei Finzi Contini” e nei corridoi innevati di “Amarcord”, senza capire fino in fondo cosa stavo guardando, ma lasciandomi trasportare dalle immagini. Mi è rimasto dentro questo modo di vedere il cinema, come un grande sogno che non ha bisogno di essere analizzato.

Oggi è il suo compleanno e non potremo farle il solito pesce d’aprile che tanto la faceva ridere. Sono passati quindici anni dalla sua scomparsa, ma la sua mano è sempre sulla mia testa ad accarezzarmi i capelli.

Ciao nonna.

Read Full Post »