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Posts Tagged ‘libertà di mostrare il volto’

 pattytw

Ora è il mio compleanno. Proprio adesso. 21 Aprile 1962. Sono vecchia, forse sì, di sicuro è che sono tanta: tanta memoria, tanta strada e parole e rinunce e addii e riconciliazioni e abbandoni e rabbia e rinascita e sconforto… tanta fatica insomma, e case da cambiare e sorrisi da rifare e moduli da riconsiderare ed etichette da riclassificare.

Per festeggiare degnamente la mia settimana santa, da buona vecchia spaventata dalla morte, mi sono regalata un check-up completo, di quelli che ti rivoltano come un calzino, per scoprire a suon di centinaia di euro, che sono sana come un pesce: come un pesce abbandonato sulla banchina da un pescatore distratto mi viene da pensare! Dovrei essere felice, sì, ne sono felice, ma adesso che ne farò di tutta questa salute?

Allora, giusto per minare tanta buona sorte, ho fumato come una turca e stappato un Marramiero Rosé, niente di speciale, solo per il gusto di una bollicina da frantumare con un pensiero negativo. Non sono uscita a cena non ho visto gente non ho incontrato sconosciuti e neppure conoscenti (di cui peraltro non mi frega niente), non ho fatto feste e sorriso invano, non ho detto “oddio che bello… il regalo più bello del mondo… mi serve proprio” mentre so benissimo che quello che mi serve non è in vendita. Niente. Apatia totale. Immagine non pervenuta.

Perché in realtà quello che vorrei e che non riesco a ritrovare è la mia libertà. La libertà di essere me stessa e di pianificare l’imprevisto. Quella libertà che ti fa credere ancora di poter partire per fermarti altrove e cambiare così il corso del tuo tempo. La libertà di avere ancora tempo. E di possederlo ancora, quel tempo, che ti riporta a uno stato irresponsabile, che non ti fa pianificare l’agenda e spostare gli appuntamenti, che ti lascia libera di assentarti dal mondo senza alcuna giustificazione tranne la necessità impellente e irrefrenabile di andare al mare. Quella libertà che non ti porta ad indagare la tua immagine allo specchio nel tentativo, sempre vano, di ritrovarci una qualche essenza della tua primaria follia: vedi solo rughe… poi le allarghi con le dita e diventano persone.

 “L’uomo non deve potersi guardare in volto, perché è la cosa più terribile che esista. La Natura gli ha dato il dono di non potersi vedere, come gli ha dato il dono di non poter fissare i suoi stessi occhi.

Soltanto nell’acqua dei fiumi e dei laghi egli poteva fissare il suo volto. E perfino la posizione che doveva prendere era simbolica.  Doveva curvarsi, abbassarsi per commettere l’ignominia di vedersi.

L’inventore dello specchio ha avvelenato l’animo umano.”

(F.Pessoa – Il libro dell’inquietudine)

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