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Posts Tagged ‘uomini’

Ho scoperto, con mio sommo piacere, che nei blog è usanza abbastanza diffusa elargire con grande generosità consigli d’uso da utilizzare nei rapporti con l’altro sesso, della serie:  ti dico io come comportarti altrimenti tu, non racimoli un cazzo.

Generalmente queste profonde illustrazioni/seghe mentali ci vengono inflitte dal sesso maschile in quanto rinomati conoscitori della psiche femminile (almeno così amano definirsi), allora ho deciso di aprire un canale di comunicazione per dar modo ed offrire, sempre gratuitamente, ulteriore materiale femminile su cui lavorare.

Chiameremo questa rubrica in diversi modi, ma per iniziare potremmo intitolarlo così:

COME SOPRAVVIVERE INDENNE ALL’UOMO CHE NON SA SCOPARE

Argomento spinoso che di solito è trattato solo in ambito femminile e sappiamo benissimo, che i termini usati tra noi donne, sono i peggiori che mente umana possa mai concepire. Si passa dal “coniglio che gli scappa” a “l’arriccia capelli gratuito” alla “tempesta di passaggio” talmente di passaggio che non devi neanche rifarti la piega. Queste categorie di uomini in genere sono facilmente riconoscibili, se non si è offuscati dalle tenebre dell’amore a perdere, sono in genere narcisi che godono a ritrovarsi nudi pur non potendo permettersi in alcun modo di esserlo e sono talmente convinti delle loro sciabolate da non rendersi neppure conto che un piccolo sottomarino giocattolo (vedi Légami di Almodovar) saprebbe fare meglio.

Come li riconosci:

1) camminano sempre con le spalle erette perché sfoderano l’arma

2) parlano molto di sesso così pensano di distrarti nel momento più opportuno

3) si fingono distratti dalle tue forme fisiche, anche se ostentano il rivolo di bava

4) ti saltano addosso alla velocità della luce che alla fine non capisci mai se stai iniziando, oppure hai già finito (insomma non ti danno modo di capire a che punto stai nel corteggiamento)

5) non sanno ridere mentre lo fanno perché hanno il terrore che tu possa ridere di loro

6) sono talmente veloci e senza preliminari (tanto a che servono, mica ti piacciono!) che non capisci mai se vieni per solidarietà o per piacere

7) e cosa peggiore di tutte, dopo che fanno bum bum si rilassano, convinti di averti massacrato di piacere, ma senza guardarti negli occhi, per paura di smentite che andrebbero ad inficiare il loro progressivo e temerario incedere nel regno dell’eros.

Come salvarsi dalla gabbia della conigliera? Le più ottimiste pensano di “istruirli” e portarli così a condividere il piacere del “abbiamo tutto il tempo che ci serve”, allora li spingono ad ascoltare i dischi di Sting (famoso per la sua lentezza), li accompagnano a fare yoga, imparano come un mantra alcune frasi chiave tipo “piano, piano amore, ecco vieni qui, piano”, ma senza alcun risultato.

In realtà non ci sono soluzioni, se l’uomo in questione è un uomo coniglio, te ne devi soltanto scappare tanto non cambierà, a maggior ragione se diventi la sua donna. Pensa che futuro ti tocca, se al primo appuntamento è il Fash Gordon della copula!!

L’unica salvezza che hai, se ce l’hai, è quella di essere la Wonder Woman dei poveri e quindi di essere meno attratta di lui dalle lusinghe di un amplesso lungo e costruito. La classica donna maschio che odia le smancerie ed è allergica al tempo che passa, in posizione ginecologica.

E diciamocela francamente, il più delle volte, la performance a tutti i costi, è una gran rottura di palle.

Quindi, l’unica maniera di sopravvivere indenne all’uomo che non sa scopare, è solo quando, e per chi, non ha proprio voglia di scopare!

 

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Ieri sono fuggita presto dal lavoro. Era l’ultima giornata di sole, questo almeno recitava il meteo, ed io avevo troppa urgenza di mare. Ho preso il mio cane e ho cominciato a camminare sulla battigia senza iPod e telefonini, cercando solo di essere presente a me stessa, di essere lì in quel momento immersa nel silenzio della spiaggia deserta.

Per chi non vive il mare, è quasi impossibile capire questa necessità vitale. Sentire l’urgenza di essere parte delle onde di percepirne il rumore di farsi arrivare l’acqua a lambire le scarpe di guardare l’orizzonte di tornare adolescenti e raccogliere conchiglie e giocare con il cane e gettarsi a terra con la testa nella sabbia. Chi non vive il mare non ne percepisce i fragori e i colori che spesso sono quelli che ti porti dentro.

Camminando lentamente incrocio una coppia che incurante della mia presenza inizia a litigare furiosamente, intuisco dalle mezze frasi che lui l’ha fatta grossa, che ha tradito, forse non fisicamente ma ha perpetrato un tradimento psicologico, di quelli che ti fanno guardare in faccia l’altro come se fosse uno sconosciuto, con la bocca semiaperta per lo stupore di non averlo smascherato prima. Lei non piangeva ma le tremavano le mani.

“Come hai potuto farmi questo” lo guardava dritto negli occhi, con un tono da rabbia contenuta a stento.

“Ma non ho fatto niente di niente, lo vuoi capire? Era solo un gioco, una sciocchezza, lo sai che sono un cazzone. Ma sai anche che amo solo te e che le altre non significano niente”

“Come non significano niente, io non riesco neppure a guardarlo un altro e tu dici “ti amo” ad una sconosciuta per giocare a fare il seduttore del cazzo, ma intanto ami me? Ma chi sei, come quegli uomini che la sera vanno al bar si ubriacano tornano a casa picchiano la moglie e dopo le chiedono scusa dicendo che l’hanno picchiata per amore? Ma cosa cazzo sei, un pazzo?

“No, è che tu sei una stronza egoista questa la verità, non posso più esprimermi, essere me stesso: tu vuoi tutto e sempre di più e non ti accontenti. Mi stai annientando con la tua gelosia! Non ne posso più”

Non sentivo quasi più nulla, ora urlavano, mentre si dirigevano nella parte opposta alla mia. Ma questo “incidente” mi ha fatto venire alla mente una persona che ho conosciuto molto tempo fa, quando ancora credevo che gli uomini fossero i loro pensieri e le loro parole e non dei cliché di un retaggio culturale da predatori narcisisti.

Questa persona per l’appunto, troppo intelligente, possiede il dono della parola e della narrazione, con cui assolve tutti, ma soprattutto se stesso e questo lo espone alle sollecitazioni del suo ego. E’ un ricercatore di vite, un narratore solitario. Se fosse intonato, sarebbe un cantastorie di quelli che giravano nelle piazze con il papiro illustrato, invece è solo uno che si nutre della vita altrui: tutto per una storia decente, anche il dolore degli altri. Anche se in fondo non è un perfido, è solo una sanguisuga dell’amore con una capacità superiore a scovare le debolezze altrui, ad entrare a gamba tesa nella vita degli altri a rendersi insostituibile per poi cercare altrove altre conferme, altre storie altro amore altre vite da raccontare. Molti, quelli più scaltri, capiscono subito il gioco ed imparano a giocare, altri ci credono e si bruciano le menti. Io appartengo alla seconda categoria.

Ed è anche inutile alla fine cercare di spiegargli quanto dolore ha procurato, perché capirlo per lui, non è accettabile. Questi uomini credono fermamente in quello che dicono quando lo dicono, sono presenti e fermamente convinti di provare l’emozione dell’amore, al punto da ritenerti anche responsabile di tradimento per essere fuggita via terrorizzata dalla sua promiscuità amorosa. Questi uomini non vogliono capire che il tradimento più assoluto per una donna, più violento di quello fisico, è non essere riconosciuta e amata per la propria unicità. E’ questo che ti brucia la mente che ti destabilizza che ti accomuna ad altre mille persone che ti rende una tacca in più sulla sponda della loro vita. E all’inizio li odi quando pensi che ti abbiano usata, ma solo in seguito ne intuisci la disperazione, di uomini che non sanno amare e non sono mai stati amati veramente anche se spesso si illudono del contrario e accusano sempre gli altri per la loro solitudine.

Sono persone che pensano di essere sempre in credito con la vita e lasciano scie di cadaveri a terra, ma sanno perfettamente, anche se inconsciamente, che stanno soltanto ammazzando se stessi.

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